Roma in Bocca - sito dedicato alla cucina romana e alla sua storia, piatti tipici della tradizione romana

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La cuoca in cucina
I dolci a Roma

I dolci a Roma

La tradizione culinaria di Roma comprende una ricca varietà di dolci tipici. Tanti dolci semplici e preparati in famiglia per  celebrare festività religiose o ricorrenze speciali e molte golosità da assaporare tutto l'anno.
I Maritozzi sono soffici panini dolci farciti con panna montata. Spesso l'impasto è arricchito con pinoli, uvetta e scorza di arancia candita ma gli originali sono semplici spennellati con sciroppo dolce di acqua e farciti con la panna solo al momento di consumarli. Il nome 'maritozzo' deriva dall'usanza di offrire questo dolce nel periodo del matrimonio, le future spose lo ricevevano il dolce, i loro prossimi mariti soprannominati maritozzi.
I bignè di San Giuseppe è un dolce preprato nella tradizione a marzo, mese dedicato a San Giuseppe. Sono dei bignè fritti o al forno ripieni di crema
Altri dolci legati ad una particolare festa sono le castagnole e le frappe, specialità del Carnevale. La tradizione romana comprende ancora la crostata  di visciole (ciliegie rosse scuro dal sapore acidulo con cui si prepara la marmellata), la crostata di ricotta di pecora condita con zucchero, liquore scorza di arancia e gocce di cioccolata,  la ricotta fritta, la ricotta condita e il budino di ricotta.
I Mostaccioli con frutta secca, canditi e miele fanno parte della tradizione delle festività della Pasqua insieme alla Pizza ricresciuta  aromatizzata alla cannella e anice
I dolci del Natale invece sono antichissimi, il Pangiallo e il Panpepato. Due dolci tipici ricci mandorle, noci e pinoli.
L'invenzione magica e irripetibile tipicamente romana ch appare alla fine dell'800 è la Grattachecca. Oggi diventato "cibo di strada" servito nei chioschi in gran parte della la città. Il nome deriva dal modo in cui si prepara: il ghiaccio viene grattato da un grosso blocco con un apposito attrezzo a cui viene aggiunto succo o sciroppo di frutta e pezzi di frutta fresca.


Un po' di storia

Tutti i  dolci per gli antichi romani erano un piacere da non perdere.
Altre ai dolci i Romani amavano la frutta; quella più consumata erano l'uva, mele, pere e fichi. pensate che hai tempi della Roma Imperiale si contavano 38 varietà diverse di pere!
Nei banchetti meno comuni erano le mele cotogne che si diffusero maggiormente nel I secolo a.C. insieme alle pesche, alle albicocche e alle ciliegie.
I dolci veri e propri comparivano poche volte nelle tavole romani e per lo più durante i banchetti per festeggiamenti importanti; molto apprezzati invece  nella Roma Imperiale
Le botteghe di pasticceri si diffusero molto producendo dolci di tutti i tipi e di tutte le fogge, usando tantissimo il miele dato che  lo zucchero all'epoca non era ancora conosciuto. Ogni bottega era specializzata in un tipo particolare di dolce. Quello  più semplice e diffuso era il  libum, ossia un tipo di pane dolcissimo fatto con latte e miele, il globus  simile alle bombe fritte,  il luncunculus, tipo i bignè.
Molti dolci erano fatti con formaggio e miele. Una vera specialità di Roma antica erano i datteri ripieni con le noci. I dolci erano molto importanti anche nei matrimoni: famoso il rito della confarreatio, che prevedeva la preparazione di dolcetti di frumento, miele e frutta, per poi essere prima sbriciolati sulla testa della sposa e poi mangiati da entrambi i gli sposi come augurio di abbondanza e prosperità. Famosi erano i crustula, erano biscotti di frumento venduti per strada dopo le cerimonie sacrificali e usati anche dai maestri per premiare gli scolari più lodevoli.